
Yes, avete capito bene.
Ovviamente non si tratta di un disco di inediti ma di una gustosissima compilation di BBC recordings e un live, che raccoglie moltissimi brani e qualche cover, coprendo gli anni dal 1996 al 2001.
Questa la tracklist:
Disc 1 – Radio Sessions: The State I Am In, Like Dylan In The Movies, Judy and the Dream of Horses, The Stars of Track and Field, I Could Be Dreaming, Seymour Stein, Lazy Jane, Sleep The Clock Around, Slow Graffiti, Wrong Love, Shoot The Sexual Athlete, The Magic of a Kind Word, (My Girls Got) Miraculous Technique
Disc 2 – Live in Belfast: Here Comes The Sun, Theres Too Much Love, The Magic of a Kind Word, Me and the Major, Wandering Alone, The Model, Im Waiting For The Man, The Boy With the Arab Strap, The Wrong Girl, Dirty Dream # 2, Boys Are Back in Town, Legal Man
Insomma, se cercavate un regalino da farvi per natale, l'avete trovato. Lo trovate su Jeepster Rec. dal 17 Novembre
> La news nel Sito Ufficiale
martedì 30 settembre 2008
Nuova release per i Belle&Sebastian
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Nur
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15.03
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lunedì 29 settembre 2008
Canadians: il video di Ode To The Season
È uscito oggi il video di Ode To The Season, dall'album dei Candians, A Sky With No Stars. Eccolo!
Canadians - Ode to the season
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tardoromantico
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20.36
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giovedì 25 settembre 2008
Some Good News

Buone nuove in questa prima settimana d'autunno.
Procediamo con ordine. È disponibile in libera offerta (anche gratis) il nuovo disco dei Le Man Avec Le Lunettes, orgoglio nel mondo del pop italiano. Il disco si chiama Plaskplaskabombelibom ed è uscito per My Honey/Zahr.
Altra buona notizia dall'Italia, viene dalla curatissima Kirsten's Postcard che offre Ask U2, nuovo ep dei Did. Per chi non li conosce (come me fino a un'ora fa) vengono da Torino e si aggirano dalle parti del britpop '80s fino al catchy degli ultimi tempi.
> scarica il nuovo disco dei LMALL
> scarica l'ep dei Did
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tardoromantico
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Il nuovo singolo delle Those Dancing Days!
Ma quanto è bello?
Basta, noi abbiamo definitivamente perso la testa.
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Nur
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11.43
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domenica 21 settembre 2008
Northern Portait

Si potrebbe riassumere l'intero perché dei Northen Portait dicendo che hanno ascoltato troppo gli Smiths, non hanno mai smesso, e nel momento in cui hanno formato una band gli è uscita fuori una pallida imitazione del genio di Morrissey e soci.
Ok, e allora? :-)
Per un pomeriggio va bene così
> Northern Portrait - Crazy
> Northern Portrait - I Give You Two Seconds To Entertain Me
> Matinée records
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Nur
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venerdì 19 settembre 2008
The Rosebuds - Like Like
Quarto album per i The Rosebuds: in otto anni Ivan Howard e Kelly Crisp hanno tratto dalle loro menti frammenti affascinanti di puro indie pop. Il duo di Raleigh, North Carolina, si è sempre mosso sul filo sottile che separa rock, elettronica ed acustica. Questo ultimo Like Like ritorna sui passi già segnati da Birds Make Good Neighbors, aggiungendovi una spruzzata di batteria sintetica (Lee Walters, che si era occupato delle percussioni nel lavoro precedente, non è più della truppa). I pezzi scivolano via molto velocemente e la noia non è affatto di questi lidi: ritmi sincopati ed estremamente ballabili (Bow to the middle) si intrecciano in dolci duetti tra le due voci (Nice Fox). Come la rosa gialla da cui la band prende il nome, i Rosebuds sembrano avere sempre quel dolce profumo di romantica primavera.
Ma anche un mucchio di spine.
Da consumare preferibilmente: in treno, guardando fuori dal finestrino mentre fuori tuona e piove. E voi restate secchi (cit.).
> The Rosebuds - Nice Fox
> The Rosebuds - Another Way in Concordia Military
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mercoledì 17 settembre 2008
The Rosie Taylor Project

Lo dico fin da subito: si chiamano Rosie Taylor Project perché quello era il nome della ragazza per cui stravedeva a dodici anni un membro del gruppo. Qualcosa così, di poetico e assieme patetico. Ora che lo sapete e eviterete di andarlo a cercare su google, fatevi raccontare di questo ottimo disco che potrebbe monopolizzare i vostri ascolti per tutto l’inverno.
E’ affascinante e assieme confortante l’atmosfera di mesta pacatezza che questo gruppo di Leeds riesce ad evocare nelle canzoni di This City Draws Maps: c’è dentro quella sensazione di calma e calore di chitarre gentili e voci morbide che si trovano dalle parti dei Vetiver e di Iron & Wine, il country e le carte da parati a temi floreali dei Midlake e un genuino slancio per acrobazie pop come solo in Inghilterra sanno fare. Se The Sun On My Right è quel folk soffice da divano e caminetto, con Anne Sexton e A Good Café On George Street siamo costretti a gettare le braccia ai fianchi in segno d’arresa: gli inserti di tromba nelle canzoni folk a volte sembrano essere l’invenzione più bella del mondo, certo solo dopo il glockenspiel. Il tenore di nebbiosa tranquillità rimane nell’aria fino alla fine: Black And White Films ha in sé tutta la delicatezza vocale degli Horse Feathers e la timidezza dei Belle & Sebastian, dove invece London Pleasures aggiusta il tiro verso ritmi più incalzanti in cui la tromba ha il compito di scuotere dal torpore e scomporre tutto in marcette swing. Una manciata di composizioni carezzevoli e piuttosto minimali, che si poggiano spesso sulla collaudata formula dell’intreccio di voci femminili e maschili, amalgamate solo da un andamento che non riuscirei a definire altro che autunnale e piovoso. Otto canzoni, insomma, da ascoltare ad occhi chiusi
Da consumare preferibilmente: ad occhi chiusi.
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lunedì 15 settembre 2008
Parenthetical Girls - Entanglements
Premo play sul mio lettore e rimango di sasso di fronte alla freschezza di Four Words: cos'ha in comune questa band con il suo "scopritore", Jamie Stewart, leader degli immensi Xiu Xiu? A parte l'androginia del cantante Zac Pennington, ed una certa passione per la voce sghemba, infatti, non sembrano esserci punti di contatto tra le due band: i Parenthetical Girls sono al loro terzo album in quattro anni e con questo Entanglements segnano il passo decisivo verso un chamber pop godibile, immediato ed addirittura allegro. Senza dimenticare i luoghi cupi e le virate improvvise degli esordi (Gut Symmetries potrebbe tranquillamente essere cantata da Jamie Stewart). L'atmosfera del disco vaga da una scrittura estremamente fresca ed immediata (Young Eucharist, A Song For Ellie Greenwich) ad una più ispirata e malinconica (Gut Symmetries, The Former), tutto senza che l'album subisca scossoni o ne perda in omogeneità (complice, va detto, la meravigliosa voce di Pennington).
Un disco che non vi farà pentire di non aver premuto stop.
Da consumare preferibilmente: in allegria o in solitudine, col sole o con la pioggia. Un disco per le mezze stagioni... che esistano ancora o meno.
> Parenthetical Girls - A song for Ellie Greenwich
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8.13
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sabato 13 settembre 2008
Pelle Carlberg

Anche se è uscito già da qualche settimana e sicuramente lo avrete già ascoltato tutti, volevo segnalare anche qui su Frigopop! il nuovo disco dell'elegantissimo Pelle Carlberg.
Si chiama The Lilac Time e probabilmente è il suo migliore album scritto finora. Gettati via gli abiti da buon borghese Pelle riesce finalmente a lasciarsi andare e a scrivere quello che potrebbe essere uno dei migliori dischi pop di questo 2008.
C’è l’attacco perfetto con 1983 (Pelle&Sebastian) in cui, lo dice lo stesso titolo, ascoltiamo quel pop arioso e sereno che si trova solo a casa dei migliori Belle&Sebastian con in più il racconto di una sgangherata adolescenza svedese; c’è il lirismo melodico di Lekman nelle note di Animal Lovers, (un millimetro dal plagio di Shirin!), la malinconia rassegnata dei Cats On Fire in Metal to Metal, il compendio della svedesità nel duetto con Karolina Komstedt dei Club 8. Soprattutto, c’è quell’ironia acuta e divertente che è il suo inconfondibile marchio di fabbrica, e che gli fa sfornare pezzi come 51, 3: nient’altro che il risultato di un test dell’età mentale fatto su facebook.
Insomma, è sempre il caro vecchio Pelle, ma stavolta sembra davvero aver imboccato la strada giusta per scrivere canzoni memorabili.
Pare poi che dal 10 al 16 Novembre potremmo avere l'occasione di ascoltarlo dal vivo. Non c'è ancora nessuna data confermata però, quindi tenete gli occhi aperti!
> Pelle Carberg - 1983
> Sito Ufficiale
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Nur
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18.25
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venerdì 12 settembre 2008
Blueboy

Io arrivo sempre in ritardo.
Mi accorgo dei dischi quando ne hanno già parlato tutti e l'ondata di entusiasmo è passata tanto che non si vede neanche più la schiuma sul bagnasciuga.
Stavolta però non è colpa mia.
Quando uscì Unisex facevo la seconda elementare, era il 1994 e al massimo sapevo Serenata Rap di Jovanotti. Così oggi quando ho ascoltato per bene questo disco dei Blueboy che uscì per Sarah Records quando ancora mi cascavano i denti mi sono sentita assolutamente felice di aver fatto rivivere e risuonare delle canzoni che di certo hanno avuto troppo, troppo poco spazio.
L'unica cosa che mi è sembrato di capire mentre mi si spappolava il cuore è che le canzoni dei Blueboy sono impolverate, ma non perché suonino vecchie o fuori moda; sono opache e malinconiche, appartengono a un passato sentimentale e amaro come la sala da pranzo della nonna con le porcellane nella luce del pomeriggio dove c'era il divano dove non vi siete mai potuti sedere, come la prima volta che vi si è spezzato il cuore e avete passato il pomeriggio in biblioteca a fissare il vuoto. Cose così.
E' l'emotività dei particolari, il feticismo del ricordo, il bisogno d'amore.
Perché se c'è qualcosa che questo disco esprime e ripete all'infinito, è il bisogno.di. essere. amati.
Lunga vita ai Blueboy.
Da ascoltare preferibilmente: quando avete qualcosa di serio a cui pensare, e lo volete fare con calma.
> Blueboy - The Joy Of Living
> Blueboy - Marble Arch
> Blueboy - So Catch Him
> Sito non ufficiale (ma completo)
> Blueboy su indiepop.it, in memoria di Keith Gildler
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Nur
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mercoledì 10 settembre 2008
Fleet Foxes VS First Aid Kit
Ieri mentre lavoravo avevo in cuffia l'ultimo magnifico lavoro dei Fleet Foxes e mi ero segnata un pezzo, Tiger Mountain Peasant Song, da risuonare una volta a casa.
Ma si sa, le ragazze svedesi sono sempre avanti a tutte, anche alle italiane.
Quindi beccatevi questa fantastica registrazione silvestre delle sorelle Söderberg, anche note come First Aid Kit
> Fleet Foxes - White Winter Hymnal
> First Aid Kit - You're Not Coming Home Tonight
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Nur
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lunedì 8 settembre 2008
James Yuill - Turning Down Water for Air
Prendete il folk, aggiungete una spruzzata di cantautorato intimista e di elettronica minimale, shakerate bene. Quello che può venirvi fuori, è una cagata pazzesca. Ma se avete dosato davvero bene gli ingredienti, senza esagerare con l'attitudine depressiva del cantautorato, scordandovi magari banjo e violini folk (ché non è proprio il caso) e non eccedendo con i beats, è una forma di vita chiamata folktronica. James Yuill riesce a darne una lettura non eccessivamente pesante né eccessivamente cazzona: sospeso tra la delicatezza di Khonnor e l'aggressività di Shneider TM, questo ventiseinne londinese confeziona il suo secondo album dal titolo piuttosto evocativo Turning Down Water For Air. Il lavoro fila, fila davvero bene e suona meravigliosamente, se si pensa che è tutto lavoro fatto in casa, con un laptop ed una chitarra. In bilico sempre tra il folk canonico (You always do e This sweet love su tutte) e l'elettronica (Left handed girl), il ragazzo non scorda mai di parlarci di sé, di amori perduti, di amori in corso...
tutto maledettamente cantautorale.
Da consumare preferibilmente: in macchina o a piedi, ma per strada, in città. È tempo di scambiare l'acqua del mare con l'aria.
> James Yuill - No pins allowed
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domenica 7 settembre 2008
Sambassadeur

Può darsi che la memoria mi giochi brutti scherzi, ma non mi ricordo che l'anno scorso si sia parlato molto dei Sambassadeur, quando uscì il loro Migration.
Come al solito però, i dischi ti ricapitano in mano secondo schemi oscuri e intricati e così ti ritrovi ad innamorartene anche se hanno un po' di polvere sulla copertina.
Ho riscoperto questo Migration pochi giorni fa e mi ha subito dato alla testa; tra le tracce ho ritrovato quel pop orchestrato e romanzesco alla maniera svedese che è impossibile descrivere senza suonare ridicoli. Nel delirio, nella mia testa, ci ho trovato un ritmo rumba con sopra degli arrangiamenti alla Beatles se fossero nati in parrocchia, oppure basi dance con corrucciamenti da malinconie crepuscolari.
Appunto, delirio.
Fate prima ad ascoltare un paio di tracce e a raccontarmi se anche a voi questo disco vi puntella dentro intarsiando sorrisi e lacrime.
Da ascoltare preferibilmente: al parco, d'autunno.
> Sambassadeur - Migration
> Sambassadeur - Falling In Love
> Sambassadeur - Final Say
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Nur
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venerdì 5 settembre 2008
Arman Mirpou e la giornata prende il volo

La mia mattinata, originariamente orientata all'ozio inerte, è stata adeguatamente risvegliata da un mp3 nella mia casella email. A volte, le mailing list servono. La band di oggi sono gli Armand Mirpou, svedesi (e che palle lo so) e che prendono il nome dal tipo a cui ruota attorno la faccenda. Sono a metà tra i Noir Desire (che ricordi), Anthony&Johnson e Will Oldham (bbbbbum!), con quelle canzoncine folk-pop che fanno tanto taverna-vino rosso-balli in circolo. Ma la specialità degli Armand Mirpou sembrano essere davvero le ballate leggere e delicate (mi ricordano un po' Josh Rouse) come in Baby Was Held Back (il brano più bello di quelli del myspace). A fine anno uscirà il loro disco Boy Will Sing for Directions Home e noi siamo qui ad aspettarlo con ansia e pronti a raccontarlo (o a passarvelo ilegalmente).
Da consumare preferibilmente: quando volete far colpo su qualcuna
> Armand Mirpou - Baby Was Held Back
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tardoromantico
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The Clientele - That Night, a Forest Grew
A volte il pop inglese riesce a sorprendere. Ogni tanto gettiamo uno sguardo e lui ci appare morto, talvolta addirittura con qualche palata di terra già addosso. Poi, come se niente fosse, vien fuori qualcosa e, con stupore, ce lo ritroviamo ad agitarsi con una chitarra in mano, a canticchiare filastrocche ed invitarci a muovere il sedere al ritmo di vocalizzi (e quelli di George Says He Has Lost His Way In This World sono davvero meravigliosi). È così che, un anno dopo il loro quinto album (God save the Clientele), i The Clientele vengono fuori con queste 4 tracce registrate per Acuarela Discos che passano dall'aria di pop orchestrale che accompagnava i Divine Comedy più ispirati (Retiro Park) alla wave (Share the night). That Night, a Forest Grew rappresenta il loro terzo lavoro per l'etichetta spagnola ed è sicuramente la cosa più ballabile che i quattro musicisti londinesi abbiano prodotto sinora, e forse anche la più commerciale. Ma chi ha detto che la cosa sia negativa in sé? Anche se siete degli integralisti, vi sarà difficile staccarvi dalla testa questi quattro gingle.
Da consumare preferibilmente: sul bordo della pista da ballo, lasciandovi lentamente trascinare dal vostro corpo verso il centro...
> The Clientele - Retiro Park
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mercoledì 3 settembre 2008
Electric President - Sleep Well
Ve li ricordate gli Electric President? Io me li ricordo molto bene. Era il 2006 e a due ragazzini americani fu data una chance dalla Morr Music per sfornare un album soffice e delicato. Li avevamo lasciati, nel loro omonimo album d'esordio, a dire buon giorno all'ipocrisia del mondo (Good morning hypocrite), aprendo con tastiere che sapevano di Arcade Fire e qualche raro scatto nervoso a causa del poco sonno (Insomnia), ma sempre senza disturbare, stesi su un tappeto di melodie e cori ben bilanciati.
Probabilmente presi dalla frenesia di due anni di successo e d'insonnia, i due cascavano dal sonno e così hanno cercato di rimediare. Poco importa se per farlo hanno lasciato il proprio myspace all'anno scorso. D'altra parte, come diceva un certo Francisco Goya, "il sonno della ragione genera mostri", ed è proprio con Monster, cupa opening di questo secondo lavoro che si da il via alle danze con archi sintetici e suono di bolle scoppiettanti a fare da ritmica. Un brutto risveglio o un sonno tutt'altro che buono, stando almeno alle sonorità cavernose che ci confermano i pezzi successivi. Pezzi che fanno eco di Cure oltre che fare eco di per sé. We will walk through walls ricorda da lontano addirittura i Death Cab for Cutie più intimisti. La vera perla resta Lullaby, pezzo che più si riconduce al primo album: dolce e delicata, una ballad che potrebbe essere uscita senza molta difficoltà ai Mùm, colleghi di etichetta.
A quanto pare, anche se per il rotto della cuffia, questa seconda volta gli Electric President ce l'hanno fatta. E magari dopo questa, correrete il rischio di ricordarvi chi sono.
Da consumare preferibilmente: prima di una notte che si preannuncia triste, dopo un giorno malinconico, rigorosamente in compagnia di qualcuno che possa stringervi forte.
> Electric President - Monster
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Cultura Incendiaria
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mia sorellina ha scoperto il rock n' roll

Sono passati dieci anni quasi da quando tornai a casa folle dalla gioia perchè avevo trovato il mio nuovo disco preferito. Si chiamava Mostri e Normali e la band aveva un nome bizzarro, si chiamava Tre Allegri Ragazzi Morti e un anno dopo avrebbero segnato tutta la mia interminata adolescenza cacciando fuori un ep meravigliosamente bello e dolce.
I T.a.r.m. sono stato il mio primo legame con la musica indipendente, hanno segnato la svolta e messo definitivamente una pietra sopra il rap e l'hip hop e mi hanno aperto davanti due mondi fantastici da una parte il punk e dall'altra il pop nella sua dimensione più intima e poetica.
Loro cantavano e suonavano musica che usciva dai diari di ragazzi sull'orlo di una crisi di nervi, intenti in quella lunga e faticosa guerra che è l'adolescenza, come un mixer collegato a tutte le camerette.
Ai loro concerti c'andavano gli adolescenti dieci anni fa e oggi continuano ad andarci gli adolescenti e quelli che ci sono andati da adolescenti continuano ad andarci perchè i Tarm hanno avuto la capacità di cantare l'evoluzione di una persona dall'età più difficile fino a La Seconda Rivoluzione Sessuale, quella dell'amore più maturo e consapevole, seguendo le tappe della vita.
Ieri hanno suonato vicino casa mia. Non si poteva mancare. C'era un sacco di gente, lo spettacolo è stato come sempre emozionante, ma lo è stato per me ancor di più perchè è stato il primo concerto di mia sorella Dora, che ha quindici anni, come la ragazza di quindici anni già, la vita le ha già riservato una buona dose di dolori e delusioni e amori da dimenticare.
Bacini e Rock n' Roll sono forse il modo migliore di crescere un figlio, altro che mazza e panelle.
Penso che i Tre Allegri Ragazzi Morti dovrebbero essere ascoltati dai genitori, dal primo all'ultimo album, capirebbero un sacco di cose.
Fate un regalo ai figli che avrete, regalategli la discografia dei Tre Allegri Ragazzi Morti.
Da consumare preferibilmente: dal giorno in cui ci si scopre improvvisamente adolescenti, al giorno in cui ci si trova irrimediabilmente morti.
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rogernemo
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lunedì 1 settembre 2008
Allo, darlin'

Qualche tempo fa, gli amici tornati dallo scorso Indietracks mi consigliarono di dare un ascolto a questa signorina con l'ukulele che si fa chiamare Allo, darlin'.
In effetti le sue canzoncine sembrano fatte di zucchero filato: semplici, bianche e appiccicaticce. E dolci, naturalmente.
Consiglio di ascoltare la sua personalissima versione di Push The Botton delle Sugarbabes che potete trovare sul suo space: senza mossette e culi di fuori quella canzone spacca!
Da consumare preferibilmente: cercando di imparare a suonare l'ukulele
> Allo, darlin' - Henry Rollins Don't Dance
> Allo, darlin' - Heart Beat Chilli
> Allo, darlin' - sito ufficiale
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Nur
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