Andiamo a conoscere un po' di nomi nuovi della scena québecoise, ovvero franco-canadese, sempre ricca di nuove proposte in ambito pop. D'altronde in questa rubrica abbiamo parlato già degli adorabili Tricot Machine e di Jérome Minière, entrambi appartenenti alla vivace scena di Montréal.
Il Québec è l'unica regione fracofona nel Nord America (abitato dai discendenti dei francesi emigrati nel Nuovo Continente a partire dal '600) ed è stato sempre una sorta di ponte tra l'Europa, in primis la Francia, e l'America. Anche a livello musicale ha da sempre vissuto questa d
oppia appartenenza: la forte influenza della musica francese (gli chansonnier, Charles Aznavour, Serge Gainsbourg fino ad arrivare alla nuova scena indie francese) ma anche la vicinanza con gli States e con il suo immenso patrimonio musicale (jazz, folk, rock, indie). La lingua francese è sicuramente molto utilizzata dai musicisti del Québec, ma anche l'inglese è altrettanto adottato, specie dalla minoranza anglofona. Basti pensare che da Montréal provengono anche Leonard Cohen e gli Arcade Fire!
Precursori della nuova scena indipendente francocanadese furono Jean Leloup, i Cowboys Fringants e i Colocs, attivi negli anni '90. E' su queste basi che negli anni successivi sorse la ricca scena indie di Montréal dove spiccano i "garagiotti chic" Les Georges Leningrad, gli psichedelici Malajube, i punkpoppers Vulgaires Machins, la dolce e acustica Julie Doiron.
Ne
anche a dirlo, vera beffa per tutti gli indaroli italiani che si sentono più fichi quando dismettono l'uso della lingua italiana, il locale indie per eccellenza di Montréal si chiama La Casa del Popolo, diviso al suo interno in due sale: Sala Rossa (sala concerti) e Sala Rosa (bistrot latino). Il suo festival indie annuale si chiama "Suoni per il Popolo", il suo locale appendice più piccolo si chiama "Il Motore" e il suo ostello alternativo "Pensione del Popolo". Alla faccia di tutti coloro che rinnegano senza problemi l'italiano ritenendola una lingua sfigata!
Oggi parleremo di due cantanti del Québec che pur non essendo parenti hanno lo stesso cognome, Stéphanie Lapointe e Pierre Lapointe. Sono più o meno coetanei, hanno collaborato tra di loro e sono entrambi dediti ad una forma di pop raffinata ed elegante.
Stéphanie Lapointe: Non schifatela a priori se vi dico che ha un aspetto da starlette televisiva e soprattutto che è stata la vincitrice di "Star Académie-Québec" 2004 ! Infatti,
nonostante un profilo decisamente commerciale e un primo album di pop superprodotto inascoltabile, Stéphanie sta cercando di costruirsi una reputazione anche al di fuori dei circuiti mediatico-televisivi. Così con il suo secondo album ha iniziato ad emanciparsi. Influenzata dalla malinconia di Nick Drake, inizia a suonare un pop-folk melodico dalle radici e dai suoni molto sixties, tra lo yé-yé e il folk alla Sybille Baier e Feist, non lontana dalle francesi Emily Loizeau e Barbara Carlotti di cui abbiamo parlato sempre in questa rubrica. Insomma non si fa apprezzare solo per il bell'aspetto! Inoltre ha collaborato con personaggi importanti della scena indie francofona come Albin de la Simone e proprio Pierre Lapointe.
Album consigliato: Donne-moi quelque chose qui ne finit pas (Musicol 2009)
> Stéphanie Lapointe - Eau Salée (video)
Pierre Lapointe: C
antante, pianista, autore, compositore nato in Québec nel 1981. Poco più che ventenne, nel 2003, si comincia a far conoscere nella scena musicale di Montréal. Nel 2004 esce il suo primo omonimo album. Un album già maturo, intenso come pochi dischi d'esordio, orchestrale, jazzy e molto francese che vende quasi 100.000 copie! Un'enormità per un artista indipendente. Nei due album successivi si sposta su lidi più elettronici in un mix perfetto tra suoni classici e sfarzosità nuove: pianoforte e violini, ma anche arrangiamenti elettronici. Un po' di Björk, un po' Michel Polnareff. Scopritelo perché di talento ne ha a dismisura, anche se il ragazzo di spocchia ne ha fin troppa.
Album consigliato: Pierre Lapointe (Audiogram 2004)
> Pierre Lapointe - Colombarium (video)