venerdì 31 luglio 2009

L'estate del break up


Quest'anno sarà ricordato anche per i vari scioglimenti che hanno colpito la musica in ambito indiepop. Primo fra tutti quello dei Lucksmiths (delusione ancora difficile da smaltire) e adesso anche i Manhattan Love Suicides hanno deciso di continuare la catena dei vari split, sperando che finisca qui.

La band, formatasi nel 2006 a Leeds, grazie a Caroline McChrystal e Darren Lockwood, già nel gruppo shoegaze dei Pop Threat, ha pubblicato il suo disco d'esordio nel 2006, seguito successivamente da una serie di ep's e da una raccolta di b-sides. Ma a quanto pare per la band questo non è altro che un nuovo inizio, dal momento che alcuni membri del gruppo hanno messo subito su un nuovo progetto musicale, i Medusa Snare, il cui debutto dovrebbe uscire per la Squirrel Records, già etichetta dei Manhattan Love Suicides. Certo un po' di dispacere rimane, soprattutto per una band che nel corso degli anni è riusita ad accaparrarsi non solo fans del pop, ma anche del garage e dello shoegaze, grazie allo stile inconfondibile e particolare che era riuscita a creare.

> Manhattan Love Suicides - Clusterfuck
> recensione su indiepop.it
> leggi il comunicato ufficiale della band
> acquista il disco di debutto della band in versione deluxe ( cd + dvd ) qui

giovedì 30 luglio 2009

Best Coast


Niente da fare, la California ha sempre un fascino a cui non si può rimediare.
Nell'ondata di fuzz, bassa fedeltà e influenze 60's di cui siamo bombardati da qualche mese a questa parte, i Best Coast emergono lenti e piuttosto misteriosi da un'afa lattiginosa e rilassante: le Ronettes rallentatissime fumando montagne di erba, i giri in bici col vento in faccia e dimenticarsi che giorno è, che ora è.
Trovate un 7'' s/t sulla Art Fag Rec, già etichetta di Dum Dum Girls e Crocodiles.



> Best Coast -Sun Was High (So Was I)

mercoledì 29 luglio 2009

Bodebrixen




Se la Svezia sembra essersi presa un anno sabatico, al contrario Norvegia e Danimarca hanno fatto uscire dei dischi davvero interessanti: per la prima mi vengono in mente i My Little Pony, di cui abbiamo già parlato, per la seconda penso invece ai Bodebrixen. Quest'ultimi tra l'altro hanno avuto modo di esibirsi al Ragnarock Festival di Milano, facendo divertire tutti gli indie kids presenti al loro show. Nel loro omonimo disco d'esordio, pubblicato dala Good Tape Records, è possibile individuare i nà nà nà degli Hemstad, i fiati degli I'm From Barcelona nonchè i beat dei Sound Of Arrows oppure dei Lo Fi Fnk. Le loro influenze musicali sono soprattutto svedesi, ed infatti non è un caso che in patria sono stati considerati dei traditori, proprio per l'amore dichiarato dalla band verso la cultura musicale della terra rivale. Be' saranno anche un po' ruffiani, ma a me fanno divertire, ed in fondo, questa è la cosa più importante.
Piccola curiosità: il nome della band è nato dall'unione dei cognomi dei due componenti del gruppo, Aske Bode e Andreas Brixen :)

> leggi la recensione del Ragnarock Festival qui
> Bodebrixen - Keychain

lunedì 27 luglio 2009

Memoirs At The End Of The World

Una copertina vecchio stile - il titolo in bella vista e una netta divisione dello spazio - suoni che partono dagli anni 60 di Gainsbourg e varie ragazze ye-ye per arrivare a quelle che hanno reso celebre l'indiepop britannico dagli anni '80; il tutto condito con arrangiamenti orchestrali tanto sofisticati, come piace ultimamente.
La voce di Tim Yehezkely è la famosa ciliegina sulla torta: ora calda ma dolcemente distaccata, aria snob per intenditori, capace di sedurre anche noi ragazze senza scatenarci nessuna invidia.

Signori e signori, i The Postmarks hanno sfornato un conturbante capolavoro: Memoirs At The End Of The World.

L'uscita ufficiale è fissata per il 25 agosto, ma qualche furbetto dell'internet l'ha già messo in condivisione con tutti noi, per farci sognare quando si torna a casa dal mare.


> The Postmarks - No One Said This Would Be Easy
> The Postmarks - Go Jetsetter

giovedì 23 luglio 2009

I CAMILLAS!


FRIGOPOP ADORA I CAMILLAS.
Li adora nella forma delle loro tastiere, dei loro strumenti strambi, dei loro amici di penna e delle loro schizofreniche canzoni. Li adora così tanto che li ha portati sul palco lo scorso Marzo ed è stato un meraviglioso delirio.



(un video dal backstage, featuring l'amico di penna)

La notizia è che i ragazzi sono tornati con un nuovo album!
Si chiama Le politiche del prato ed è uscito per una cordata di etichette: I Dischi Di Plastica / Marinaio Gaio / Tafuzzy / Wallace.
All'interno un mucchio di canzoni fantastiche; le nostre preferite fino ad ora sono La canzone del pane, Il gioco della palla, Le Fanfare, che avevamo ballato ai loro concerti già un annetto fa.
Su rockit c'è uno streaming parziale, ma intanto guardatevi il video spettacolare de La canzone del pane.




L'imperativo categorico ora è andarli a vedere dal vivo. Ecco le prossime date!

24 lug 2009 21.00
Massimo Volume + I Camillas all’ HANA-BI ! Marina di RAVENNA
31 lug 2009 20.00
HERE I STAY Festival CAGLIARI
1 ago 2009 20.00
HERE I STAY Festival CAGLIARI
2 ago 2009 22.00
COCCODRILLUS Isola Rossa - SASSARI
7 ago 2009 22.00
Grinzing SENIGALLIA
14 ago 2009 22.00
Wabi Sabi PESARO
20 ago 2009 20.00
BALLA COI CINGHIALI Festival Bardineto (SAVONA)

> I Camillas - Maya (su italianembassy.it)
> I Camillas - myspace
> I Camillas - sito ufficiale
> I Camillas - streaming parziale de Le politiche del prato

mercoledì 22 luglio 2009

DENT MAY + CHEWINGUM =























IL CONCERTO DELLA VITA!

Domani, sulla spiaggia, al Pininpero di Recanati!
H. 22.30 Ingresso Libero

andateci per noi, vi prego!

> Chewingum - Raianiar
> Dent May - You Can't Force A Dance Party

lunedì 20 luglio 2009

L'ultimo saluto ai Lucksmiths


Su Frigopop! ancora non ne avevamo parlato, ma era inevitabile che lo scioglimento dei Lucksmiths annunciato qualche mese fa ci avesse lasciato un po' con l'amaro in bocca.
A differenza di molti di voi, non conoscevo il gruppo australiano da decenni (anche perché ero alle elementari) ma ho imparato ad amarlo più tardi, pian pianino, tra raccolte, nastroni ricevuti in regalo e download fortuiti.
E' per questo che ho voluto lasciar spazio a chi invece li ha conosciuti davvero.
Enzo ci racconta com'è andata l'ultima data europea dei Lucksmiths, a Berlino l'11 Luglio 2009.
















(le foto sono della bravissima Ele)


"The start is the hardest part”: hanno cominciato così, con A Hiccup in Your Happiness, neanche a farlo apposta, come se non ci fosse altro modo di affrontare la questione. Un cuore spezzato, la felicità che si spera di tornare a vedere all'orizzonte.
Era l'ultima data europea dell'ultimo tour dei Lucksmiths, una band nata più di tre lustri fa in Australia e che ha attraversato l'universo effimero, capriccioso e fragile dell'indiepop con una tale grazia che verrebbe quasi voglia di chiamarla serenità.
Era un sabato sera a Berlino, in un bar sotto un cavalcavia della S-Bahn. Dentro il Bang Bang Club ci saranno state al massimo duecento persone. Eravamo lì perché se una parte della tua vita decide di partire e dire addio tu devi andare a salutarla. The chapter in our life entitled The Lucksmiths.
Quasi due ore di set, 23 canzoni in scaletta, non si può certo dire che il quartetto si sia risparmiato. Privilegiata la selezione di Warmer Corners, recuperata qualche inattesa vecchia perla dal repertorio più lontano e rimasta fuori - come qualcuno aveva previsto - soltanto Camera Shy.
In piedi dietro i tamburi al centro del palco Tali White sorrideva più del solito, a la sua destra il chitarrista Marty Donald regalava qualche prova del suo imperturbabile wit, mentre l'esuberante Mark Monnone si trasformava in un bassista compunto e silenzioso. Alle loro spalle Louis Richter raccoglieva le trame degli arrangiamenti nelle sue sei corde e nel suo sguardo bonario. Per qualche momento, anche Gary Olson dei Ladybug Transistor si univa a loro, suonando la tromba.
E in mezzo a tutte quelle canzoni, con tutti i loro riferimenti meteorologici e innamoramenti e ricordi e pomeriggi e citazioni, in mezzo a quei versi cesellati con cura, a quelle melodie sempre morbide e affabili, lo avrebbe capito chiunque, ma più di tutto stringeva il cuore a noi, vedere che bella e grande band sono stati i Lucksmiths.

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Qui sotto vi lascio un po' di link utili a ricostruire la loro meravigliosa e lunghissima discografia, con liste, testi, recensioni, curiosità e anche qualcosa di più, sperando che almeno i loro dischi suonino ancora in giro per tanto tanto tempo.

> Lucksmiths - Under The Rotunda
> Compra tutti i dischi
> Lucksmiths - sito ufficiale
> Lucksmiths su Twee Net
> Recensioni su indiepop.it
> surprise

sabato 18 luglio 2009

The Cavalcade




Vi manca il jangly-pop? Allora vi consiglio di ascoltare assolutamente i The Cavalcade, che secondo me forse riusciranno a colmare la vostra nostalgia verso questo magnifico tipo di pop. Il gruppo, proveniente da Preston, Inghilterra, ha già pubblicato un paio di ep, di cui uno su Cloudberry records. L'ultimo si intitola Meet You In The Rain e presenta cinque tracce che spaziano dai Brighter e gli Harper Lee fino ai più recenti Electric Pop Group.
Secondo me faranno strada, scommettiamo?


da ascoltare preferibilmente: alle sei del pomeriggio, dopo che ha smesso di piovere, aspettando che riesca il sole.

> The Cavalcade - Meet You In The Rain
>
Acquista l'ep qui

venerdì 17 luglio 2009

Tutti alla Lou Fai!


Stasera si inaugura una nuova stagione di meravigliosi concerti e djsets alla Lou Fai, sulle colline appena fuori Verona.
Noi stavolta non ci potremo essere, ma vi invitiamo tutti ad andare a vedere Quakers and Mormons, i Montagues e i Camerastilo stesi a guardar le stelle sul prato della casetta.
Tutte le info qui!


mercoledì 15 luglio 2009

Iori's Eyes


Questo nome un po' strano (e secondo me pure un po' bruttino) è cominciato a circolare solamente una manciata di mesi fa. Dal nulla, un'intervista su rockit e un conseguente palco al Mi Ami qualche settimana dopo, qualche canzone sparsa sul web e poco altro.
Ho aspettato a parlarne perché volevo che almeno pubblicassero qualcosa, e il momento è arrivato: è uscito per Noise Factory Rec il loro primo ep, dal titolo And everything fits in the yellow whale. Quattro tracce di pop rarefatto e giocoso, ballate malinconiche e un suono già completissimo e molto maturo (alle spalle la produzione di Federico Dragogna dei Ministri) che mischia elettronica e folk, personalità e tanto tanto talento in delle testoline ventenni.
Io ci sento dentro un po' gli Yuppie Flu un po' i Lmall degli inizi, e poi il tipo ha una voce particolarissima e davvero davvero interessante.

SUPER CONSIGLIATI!

> Iori's Eyes - myspace
> Iori's Eyes - Anchor
> Ascolta l'ep in streaming e leggi la bella recensione su rockit

martedì 14 luglio 2009

L'antica arte del side project


A quanto pare quest'ultimo periodo è stato caratterizzato dalla nascita di una serie di side projects davvero interessanti. Così inizio col parlarvi dei Depreciation guild. Detto così questo nome non vi farà venire in mente nulla, fino a quando non si scopre che dietro al monicker si cela Kurt Feldman, vale a dire il batterista dei The Pains Of Being Pure At Heart, che insieme a Christoph Hochheim ha messo in piedi un progetto diverso rispetto a quello della sua band principale. Infatti in questo caso le sonorità sono più vicine al synth pop di matrice anni 80 come i Pet Shop Boys e lo shoegaze. Il loro primo 7", intitolato Dream About Me, uscirà per la Kanine Records, mentre l'album, In Her Gentle Jaws, datato 2007, lo si può scaricare sul sito ufficiale della band.
Un gradito ritorno è invece quello dei Pastels, tornati alla ribalta dopo le tantissime band (gli stessi The Pains Of Being Pure At Heart, i Bubblegum Lemonade) che sembrano rifarsi al loro sound. In questo caso saranno accompagnati dai Tenniscoats, band giapponese, anch'essa nata nell'era della C86. La collaborazione a quanto pare va avanti già da un bel po', ma l'album d'esordio, intitolato Two Sunset, uscirà solo il 7 settembre, via Domino records.


Infine, i Money Can't Buy Music, ossia July Gordon, già frontman degli indie-popsters Ballboy, che insieme alla svedese Maja Mångård ha messo su un vero e proprio musical intitolato The Universe For Beginners. I due hanno già all'attivo un singolo intitolato We Will All Asphyxiate, uscito nel 2005, ma l'album d'esordio sarà pubblicato il 7 settembre per la Pony Proof Records. Le canzoni che andranno a comporre l'album ruoteranno intorno al tema delle piccole cose quotidiane, accompagnate da soffici quadretti elettro pop-folk. A quanto pare in Scozia avevano nostalgia dei musical dopo che Stuart Murdoch ha fatto lo stesso con il progetto God Help The Girl!
Detto ciò, non ci resta che attendere :)

> The Depreciation Guild - scarica l'album
> Money Can't Buy Music - sito ufficiale

venerdì 10 luglio 2009

Black Kitten Rec!


Forse non lo sapete, ma in Italia (più precisamente a Bologna) esiste un'etichetta indiepop piccola piccola piccolissima che si chiama Black*Kitten Records.
E' iniziata un po' per scherzo una manciata di anni fa, e ha licenziato un 7'' con i meravigliosi Detektivbyrån e Hemstad e torna a farsi viva in questo 2009 con un altro 7'' gustosissimo: si tratta di uno split tra i due ex-Hefner Darren Hayman e Antony Harding che potete ascoltare in anteprima sul myspace dell'etichetta. Poi andate qui, 6 euro e ce l'avete a casa!
E se anche tutto questo non dovesse convincervi, come potete rinunciare a comprare la bellissima t-shirt?

> Black*Kitten Records - shop

giovedì 9 luglio 2009

JJ



Magari appena avete visto la foto del mio nuovo post avrete pensato che stessi per parlarvi di qualsiasi gruppo reggae o al limite punk che abbia a che fare con la marijuana o con la sua legalizzazione, e invece non è così. Infatti l'immagine riportata sopra non è altro che la copertina del disco d'esordio, intitolato semplicemente n° 2 , del duo svedese JJ.
Si sa poco sul loro conto e il gruppo non possiede neanche un Myspace dove poter trovare ulteriori informazioni. L'unica cosa certa è che il disco è targato Sincerily Yours, etichetta dei Tough Alliance, che da tempo ormai sta diffondendo il "balearic sound" un po' ovunque.
Tuttavia il duo preferisce un approccio più diretto ed immediato rispetto ai connazionali Boat Club ed Air France, servendosi anche di chitarre acustiche, come nel caso di Are you still in valda, dove un'avvolgente voce femminile spicca su un tessuto elettronico fatto di drones ed archi sintetizzati.
Così dopo i Drums credo di aver trovato il secondo disco dell'estate, i primi per il giorno, l'altro (n° 2) più adatto per la notte. Ma adesso spazio alla musica ed ascoltate From Africa to Malaga, che vi condurrà in un universo parallelo (sarà forse colpa della copertina !?!), almeno credo, proprio com'è capitato a me.

> JJ - From Africa to Malaga
> JJ - Compra il disco


mercoledì 8 luglio 2009

Jeffrey Lewis

Jeffrey Lewis è un piccolo genio e non se lo fila nessuno.
Mi ricordo quando lo incontrai per la prima volta nel 2005 con City & Eastern Songs, un disco che scrisse assieme al fratello Jack e che mi lascò a bocca aperta talmente tanto che mi ricordo mi stampai la copertina a colori per averne una copia più possibile simile all'originale. Mi ricordo quando nel 2007 mi arrivò a casa 12 Crass Songs e rimasi stupita di come un disco punk potesse trasformarsi in indiepop. Poi i fumetti, l'amicizia con i Wave Pictures, la sua incredibile bruttezza (non è un caso se lì su ho messo un'illustrazione).
Così si arriva al 2009 freschi freschi con un nuovo disco che si chiama Em Are I e il livello di stupore cresce in maniera esponenziale, perché al posto delle ballatine folk e frizzanti in stile Kimya Dawson ci sono dei pezzi rock n' roll innocentissimi che ti fanno ballare e sudare e che sembrano rubati dal librone delle canzoni di Jonathan Richman quando aveva vent'anni.
Bello bello bello.
Consigliato!

> Jeffrey Lewis - Broken Broken Broken Heart
> Jeffrey Lewis - sito ufficiale
> Jeffrey Lewis - Daytrotter Session

martedì 7 luglio 2009

Theoretical Girl


Le voci femminili non mi hanno mai fatto impazzire più di tanto, le uscite discografiche di La Roux (bleah) e Little Boots (doppio bleah) le ho accolte con qualche dissapore, fino a quando non ho avuto modo di ascoltare Theoretical Girl (da non confondere con i Theoretical Girls, band no wave dei 70's). Era da un po' di tempo che attendevo il suo debutto, e così dopo aver spulciato tra una serie di newsletter e Myspace, ecco che mi arriva sul tanto amato/odiato Facebook la notizia dell'uscita del suo album d'esordio su Memphis Industries records.
Amy Eleanor Turnnidge, in arte Theoretical girl, ama presentarsi come una "solo artist", anche se live si fa accompagnare dalle Equations, che comprendono anche alcuni membri delle Ipso Facto, goth-pop band di Londra. L'album oscilla tra sonorità pop ed altre più dark, ma anche quando prova a fare la dura proprio non ci riesce, sfociando in scintillanti ritornelli soavi e delicati. Stando alle ultime news, pare che sia già alle prese con delle nuovi canzoni che andranno a comporre il suo secondo disco; davvero una stakanovista, Ms. Turnnidge.

Detto questo, non vi resta che ascoltare il primo singolo Rivals, tratto dal suo imminente album Divided.


> Theoretical girl - Rivals

lunedì 6 luglio 2009

C'è crisi dappertutto, ma alla casetta no


Chi legge Frigopop! già da un po' sa che siamo assoluti sostenitori della mitica Casetta Lou Fai. Prima abbiamo intervistato Anita, la padrona di casa, poi siamo andati a toccare con mano il divertimento sui colli veronesi e vi possiamo assicurare che il Festival della Casetta è uno dei più divertenti in Italia: vino, lanterne, bella musica, bella gente, prato, e il tradizionale carrello della spesa bruciato (chiedete di Paolo e lui vi darà risposte)
Quest'anno si riparte il 17 Luglio con i veronesi Montagues e Camerastilo, ma soprattutto con l'ottimo Quakers And Mormons (per chi non lo sapesse, il nuovo progetto di Maolo dei My Awesome Mixtape).
Le regole son sempre quelle: mandate una mail per avvisare che arrivate e portatevi il bicchiere da casa!

Le novità però non finiscono qui. Da oggi, su Italian Embassy c'è in free download la prima compilation targata Lou Fai, con tutti i gruppi che hanno partecipato alla graziosa festa in collina e in più qualche inedito.

Ci si vede alla casetta!

> Quakers And Mormons - Louder Than Bombs

venerdì 3 luglio 2009

Wake The President

Questo 2009 per adesso è stato abbastanza florido per quanto riguarda le uscite discografiche in ambito indiepop, basti pensare al ritorno dei Camera Obscura, così come alle Liechtenstein e ai Cats On Fire. Ma c'è un album che più di tutti ha colpito i miei ascolti, vale a dire l'esordio dei Wake The President, You Can't Change That Boy.
Gran parte delle canzoni, stando alle parole del cantante Erik Sandberg, ruotano attorno al tema dell'amore e di ragazze bionde provenienti dal passato, forse è anche questo il motivo per cui molto spesso è possibile scorgere un po' di malinconia nei loro pezzi. Il loro sound si rifà a bands come Felt ed Aztec Camera, allontanandosi così da certi clichè che hanno caratterizzato le ultime uscite indiepop. A ciò bisogna aggiungere che il disco è stato prodotto dal batterista dei Delgados, ed il gioco è fatto.

PS. I ragazzi suoneranno all'Indietracks, ragion per cui chiunque si trovasse a questo fantastico festival è meglio che non se li lasciasse scappare, sarebbe un errore troppo grande da farsi perdonare!


> Wake the president - Miss Tierney

giovedì 2 luglio 2009

Adieu, My Honey!


(nella foto, una frigogirl in un impeto di amore per MyHoney)

L'avrete letto in giro già tutti, ne avrete sentito parlare e avrete visto gente struggersi. Dopo cinque anni di gloriosa attività, bellissimi dischi e buonissimo miele, la nostra amata My Honey chiude i battenti. La lettera che abbiamo ricevuto nelle nostre caselle di posta recitava:

Dopo cinque anni, una ventina di dischi prodotti, decine di tour organizzati chiude i battenti la my honey records. Non so dirvi se si tratta di una chiusura definitiva o temporanea, ma nei prossimi anni non ci saranno più uscite discografiche per l'etichetta dell'ape. Chiudiamo perchè in questi ultimi periodi è mancato quell'entusiasmo che aveva sempre contraddistinto le nostre produzioni. Si chiude in punta di piedi come avevamo iniziato; si chiude delusi dall'attuale situazione della musica in italia. Stanchi e disillusi preferiamo fermarci qui, consapevoli di non aver cambiato la storia della musica ma sicuri di aver realizzato dischi che hanno fatto battere forte il cuore a tante persone.

Ed è proprio vero, a giudicare dalle reazioni della gente e dal comunicato pubblicato ovunque nel web e nei siti specializzati.
Attorno a MyHoney sono nati amori, belle estati, passioni per la musica e buone colazioni col loro miele. Anche noi di Frigopop! ci eravamo veramente affezionati: non c'è bisogno che lo diciamo, ma per gli amanti dell'indiepop in Italia la My Honey era davvero un punto di riferimento imprescindibile in mezzo a un mare di nulla.
Ci fa piacere a questo punto riportare le parole di Indiepop.it in occasione dell'uscita, nel 2007, della bellissima compila Let It Bee:

Ok, ok: non l'abbiamo pubblicata noi. Lo ha fatto Myhoney Records, che produce dischi e miele dal 2004, ed è la manifestazione di quella scena indiepop che auspicavamo sin dall'inizio della nostra storia. E' una etichetta indiepop nata dal nulla che era (e per fortuna non è più) la scena pop indipendente italica, è quel tipo di cosa che non hai fatto niente per meritarti ma che esiste comunque. Ed è bello sapere che mentre dal rassicurante rifugio del mio salotto io scrivo di musica indiepop, a Brescia c'è qualcuno che ha effettivamente the balls per pubblicare dischi radunando spiccioli e coraggio attorno ad un progetto concreto.

E' per questo, per celebrare come si deve l'etichetta, che abbiamo deciso di fare quattro chiacchere con il fondatore Paolo Spelorzi, per ripercorrerne la storia e dargli lo spazio che merita. Almeno su Frigopop.


Innanzitutto Paolo, raccontaci come hai avuto l'idea di aprire un'etichetta del genere e com'è iniziato tutto.
Era la fine del 2004, l'idea è stata mia; tutti i miei amici erano musicisti e suonavano nei Lumière Electrique, c'era anche Asso con loro, che adesso è il chitarrista di Capossela; erano piuttosto strumentali, ma molto spontanei. Poi un giorno Fabio (Benni, dei Le Man Avec Les Lunettes, ndf) fa sentire i suoi pezzi ad Ale, gli stessi pezzi che poi sono finiti nel 3'' di Saturate It, Then Reverse

E il resto è storia, dunque! Com'è venuta l'idea del miele, le api e tutto il resto?
Mio padre è apicoltore, a me piace l'indiepop: mi è sembrata una cosa naturale, ed è la cosa che più mi ha contraddistinto, cioè è il marchio di fabbrica. O meglio, è stato...

Quindi c'erano gli amici che suonavano, l'immagine e la voglia. Dai sogni alla realtà che passo c'è stato? Da dove hai iniziato, materialmente?
Ai tempi gli amici suonavano e io no, però volevo fare qualcosa, insomma mi sembrava di non avere il loro talento ma di avere le idee giuste. Poi sempre in quel periodo ero un grande fan degli Scisma, li seguivo ovunque e osservavo i banchetti che facevano e la cura che avevano nel proporsi, ero come dire, affascinato da loro. Insomma volevo far qualcosa, sentivo la necessità di creare qualcosa di mio, e i pezzi dei Le Man Avec Les Lunettes sono stati decisivi. Era un'occasione perfetta, iniziare con un ep bellissimo e lanciare un'etichetta che all'inizio doveva essere solo un gioco, ma poi ci ho preso gusto..

Hai iniziato con gli amici, ma col tempo la My Honey ha prodotto anche un sacco di bei dischi stranieri: dai Detektivbyran a Soda Fountain Rag ai Jordan agli Hemstad ai Mixtape & Cellmates e altri che ora mi dimentico. Molto banalmente: come hai fatto?
Dunque: la svolta internazionale è dovuta al festival di Emmaboda, lì abbiamo visto e conosciuto tantissime band e ci siamo innamorati delle Rough Bunnies

Ecco, mi dimenticavo loro..
Io le adoro, Dance With Your Shadow era stata commuovente...ti confesso che avrei voluto smettere con un loro disco, ma contattarle è quasi impossibile. E comunque, a Emmaboda era tutto fighissimo, c'erano persone che non avevano mai visto un italiano, tanto per dire... Poi lì per fare un'etichetta non ci voleva molto, bastava avere un masterizzatore e poco altro. A volte i gruppi non avevano nemmeno un disco se gli chiedevi un demo, ti rispondevano: dammi il tuo indirizzo che te lo spediamo appena lo registriamo! Insomma tutto un mondo nuovo, poi lasciamo perdere il discorso ragazze in Svezia....

Quindi tutto molto semplice: avete sfruttato il fascino italico per dire "ve li stampiamo noi i dischi!", ed era fatta.
Oddio hai presente i Lmall che fascino potevano avere? Forse Enzo! (polaroidblog, ndf). Il primo anno c'era molta ingenuità sia da parte nostra che da parte del pubblico di Emmaboda (ingenuità positiva, per esempio le Pipettes erano sconosciute e le vedevi ad ogni concerto...). Due anni dopo ci sono tornato, ed è stato stranissimo conoscere quasi più gente a Emmaboda che a Brescia! C'erano le Rough Bunnies, i Detektivbyran, Eisenhower, Mixtapes & Cellmates. I Lmall avevano suonato in una tenda insieme a Goof e ai The Budgies, se non ricordo male...

Insomma, da questo fantastico Emmaboda Festivalen nascono contatti e innamoramenti, si tira su un'etichetta. E il pubblico come reagisce?
All'inizio per me era tutto una novità, non avevo nessuna esperienza discografica e passavo il tempo a cercare su internet i contatti: tempi duri, senza adsl! Però direi che la cosa mi piaceva
e piaceva anche agli altri, che è la cosa più importante dal punto di vista commerciale. Poi avevo la fortuna di essere molto amico dei Lmall, e i Lmall avevano dei gran bei pezzi! E soprattutto condividevano con me la passione per i formati strani: 3'', vinili trasparenti, cartonati vari etc.. Insomma all'inizio era tutto nuovo e tutto emozionante, divertente. Chessò, magari mandavo decine di mail al giorno e nessuno mi rispondeva, ma poi il giorno dopo mi scrivevano quelli di Dispenser chiedendomi se potevano passare i Lmall su Radio Due, cose di questo tipo!

Oltre agli stracitati Lmall però, avevate in catalogo un sacco di band italiane bravissime: The Calorifer Is Very Hot, e My Awesome Mixtape, solo per citare gli esempi più eclatanti...Come è nato lo sposalizio con loro?
Paolo dei My Awesome Mixtape aveva inciso per Kirsten's Postcard, e io sono legatissimo a Giuseppe anche se ci saremo visti 3-4 volte nella nostra vita... spediva i dischi a chiunque, era un grande, poi era (è) anche cuoco e un grande appassionato di miele. I MAM praticamente erano già famosi prima ancora di avere inciso il disco! Al Mi Ami erano stati eccezzionali, han fatto alzare tutta la collinetta! I caloriferi invece li conoscevo ai tempi dei Juxtabrunch, stavano registrando da Ale dei Lmall e ascoltando i loro pezzi, l'innamoramento è stato facile!


Ora qualche domanda a brucia pelo per fare una summa di questi cinque anni: momento più bello?
Let it bee, l'uscita, il party alla casa, la presentazione di Matteo B Bianchi...ma anche il tour delle Rough Bunnies è stato una bomba!

Momento più divertente? Qualche aneddoto scemo da raccontare?
Le Rough Bunnies che mi chiedono se ci saranno le salamandre a Pordenone e se verrà il Papa a sentirle?... Erano fissate, una con la natura e una con il Papa e con le canzoni di chiesa, delle pazze; poi, Bobby Solo che viene a casa dei miei per comprare il miele (con mia mamma, grande fan, impazzita). Ce ne sono stati altri di momenti deliranti, tipo in stanza con i caloriferi a Chieti, manca un letto e Nick dice: "non preoccupatevi, io dormo come Supervicky".. e si chiude nell'armadio! Ma la cosa più bella di tutte è stata che per un certo periodo siamo stati una specie di famiglia, tutti, i lmall all'inizio li seguivo sempre e quando gli trovavo una data mi mandavano un sms con scritto "ti amo" (e io rispondevo altrettanto..). Simon dei Mutt Ramon aveva scritto un pezzo su di me, Metaman, e poi ogni volta che entrava un gruppo nuovo nella famiglia io dicevo che era il mio gruppo preferito (e gli altri si arrabbiavano un casino!). Per i Mam, i Caloriferi, e le Mange-Tout io ero il boss, Mireille la stagista preparava i biscotti al miele per le my honey night, la Paola faceva le foto, Alice le locandine.. Tutti con l'adesivo dell'ape attaccato sulla macchina, era la nostra targa. Cioè son cazzate ma sono cose, il lato umano era importante quasi quanto quello musicale...

Il momento più triste.
Oddio, io purtroppo anche se non sembra sono molto emotivo e prendo le notizie malissimo. Quindi insomma puoi immaginare, non c'è un solo momento, diciamo in quest'ultimo periodo erano più le notizie negative di quelle positive..Forse il rendermi conto che il mio entusiasmo calava è stata la cosa peggiore, quella che mi ha fatto pensare: forse è meglio smettere. E' stata una cosa tristissima e ora mi sto commuovendo a leggere le 60-70 email che mi sono arrivate tra ieri e oggi, c'è di tutto: dai delusi agli arrabbiati, c'è chi mi capisce, c'è chi ha le sue teorie. Credimi, è stato molto doloroso prendere questa decisione, ma andava fatta. Poi sono stato un po' polemico ma ci stava, o meglio: volevo essere il più chiaro possibile.

Paolo, per chiudere lancia un messaggio finale di addio/arrivederci ai fans My Honey
Li ringrazio tutti, davvero ho conosciuto persone splendide in questi anni. Auguro tanta fortuna a tutti i gruppi che hano collaborato con noi, e spero di aver fatto qualcosa di bello.
Eheh non so più che dire, scusa ma è due giorni che rispondo a email e... adesso si son fatti vivi anche i Tiger Tiger! Ci credi che non li sentivo da mesi e mesi ma son stati più commuoventi di me?...

> MyHoney Records: sito ufficiale/blog/flickr/myspace/facebook/shop

mercoledì 1 luglio 2009

tada tátà



Ma quanto sono dolci? Questa è la prima domanda che mi sono posto sentendo l'ep d'esordio di questa simpatica band di nome tada tátà, un duo femminile proveniente dalla sempre più fertile Svezia, che con ukulele e tastierine si diverte a comporre canzoni solari e gioiose.
Il loro esordio discografico è uscito per la Cosy Records, etichetta che presenta in catalogo anche alcune piccole stelle della scena nord-europea, tra cui Erik Hallden e Tafra.
Questa è Ebony, sperando che possa essere di vostro gradimento.

> tada tátà - Ebony